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Mental training e nuoto agonistico

 Come in tutti gli sport, anche nel nuoto l’approccio mentale con il quale ci si predispone all’attività agonistica può fare un’enorme differenza. Il problema è però costituito dal fatto che prima di essere atleti, master o agonisti, siamo persone con tutto il bagaglio di impegni, fatiche e preoccupazioni che ci portiamo sulle spalle e che spesso non riusciamo ad abbandonare sul blocco di partenza prima di entrare in acqua per una gara o un allenamento, ma ci accompagna durante la nostra attività sportiva. Lo sport dovrebbe servire, tra le altre cose, a conseguire quel benessere psicofisico che ci fa sentire meglio e gratificati da una buona prestazione in gara o in allenamento. Chiaramente se non abbandoniamo le nostre preoccupazioni e credenze negative, diventa difficile fare in modo che il nuoto diventi un’attività piacevole. Il primo suggerimento che vorrei dare a chi legge riguarda il fatto che se non riuscite a lasciare fuori dall’acqua le vostre ansie e preoccupazioni dovete cercare di trovare un filtro tra le attività quotidiane e quella sportiva in modo da interrompere il flusso negativo che potrebbe condizionare la qualità delle vostre prestazioni. Per esempio potreste ricorrere a tecniche di rilassamento (il training autogeno funziona benissimo e se appreso nel modo giusto vi costerà solo pochi minuti), esercizi di stretching, controllo della respirazione. Oltre a queste tecniche sarebbe auspicabile che vi fosse anche un “ristrutturazione a livello cognitivo” vale a dire dobbiamo imparare a cambiare il nostro stile di pensiero. Le credenze negative che ci depotenziano e ci penalizzano sarebbe auspicabile diventassero credenze positive. Nella mia esperienza professionale ho avuto la fortuna di lavorare con atleti di alto livello e ho potuto notare una caratteristica presente in tutte queste persone, indipendentemente dalle differenze caratteriali, vale a dire una grande credenza nelle proprie risorse e capacità. Questo sistema di credenze permette loro di superare le difficoltà per poter attingere alle proprie risorse personali. In tutte le attività umane la possibilità di avere successo è proporzionale alle convinzioni che abbiamo. Se utilizziamo risorse ridotte otterremo risultati scarsi o mediocri. Se crediamo di non farcela succederà esattamente questo. Se credo di potercela fare mi impegnerò in questo senso attivando tutte le mie risorse per raggiungere il risultato. In questa fase, ascoltate solamente le vostre credenze positive e lasciate da parte quelle negative, così facendo potrete iniziare a lavorare nella condizione ottimale alla riuscita del vostro progetto. Potremmo sintetizzare quanto vi ho raccontato in questo modo: CREDENZE ðRISORSE ðAZIONI ðRISULTATI. Coltivate le vostre credenze positive per attivare tutte le vostre risorse e potenzialità che si tradurranno in azioni concrete positive che determineranno risultati di alto livello.
Dott. Alessandro Visini Counselor e Mental Trainer

Come in tutti gli sport, anche nel nuoto l’approccio mentale con il quale ci si predispone all’attività agonistica può fare un’enorme differenza. Il problema è però costituito dal fatto che prima di essere atleti, master o agonisti, siamo persone con tutto il bagaglio di impegni, fatiche e preoccupazioni che ci portiamo sulle spalle e che spesso non riusciamo ad abbandonare sul blocco di partenza prima di entrare in acqua per una gara o un allenamento, ma ci accompagna durante la nostra attività sportiva. Lo sport dovrebbe servire, tra le altre cose, a conseguire quel benessere psicofisico che ci fa sentire meglio e gratificati da una buona prestazione in gara o in allenamento. Chiaramente se non abbandoniamo le nostre preoccupazioni e credenze negative, diventa difficile fare in modo che il nuoto diventi un’attività piacevole. Il primo suggerimento che vorrei dare a chi legge riguarda il fatto che se non riuscite a lasciare fuori dall’acqua le vostre ansie e preoccupazioni dovete cercare di trovare un filtro tra le attività quotidiane e quella sportiva in modo da interrompere il flusso negativo che potrebbe condizionare la qualità delle vostre prestazioni. Per esempio potreste ricorrere a tecniche di rilassamento (il training autogeno funziona benissimo e se appreso nel modo giusto vi costerà solo pochi minuti), esercizi di stretching, controllo della respirazione. Oltre a queste tecniche sarebbe auspicabile che vi fosse anche un “ristrutturazione a livello cognitivo” vale a dire dobbiamo imparare a cambiare il nostro stile di pensiero. Le credenze negative che ci depotenziano e ci penalizzano sarebbe auspicabile diventassero credenze positive. Nella mia esperienza professionale ho avuto la fortuna di lavorare con atleti di alto livello e ho potuto notare una caratteristica presente in tutte queste persone, indipendentemente dalle differenze caratteriali, vale a dire una grande credenza nelle proprie risorse e capacità. Questo sistema di credenze permette loro di superare le difficoltà per poter attingere alle proprie risorse personali. In tutte le attività umane la possibilità di avere successo è proporzionale alle convinzioni che abbiamo. Se utilizziamo risorse ridotte otterremo risultati scarsi o mediocri. Se crediamo di non farcela succederà esattamente questo. Se credo di potercela fare mi impegnerò in questo senso attivando tutte le mie risorse per raggiungere il risultato. In questa fase, ascoltate solamente le vostre credenze positive e lasciate da parte quelle negative, così facendo potrete iniziare a lavorare nella condizione ottimale alla riuscita del vostro progetto. Potremmo sintetizzare quanto vi ho raccontato in questo modo: CREDENZE - RISORSE - AZIONI - RISULTATI. Coltivate le vostre credenze positive per attivare tutte le vostre risorse e potenzialità che si tradurranno in azioni concrete positive che determineranno risultati di alto livello.
Dott. Alessandro Visini Counselor e Mental Trainer
 

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