Nel blog puoi trovare contributi di Psicologia del Benessere e dello Sport.

Biofeedback e Psicologia Clinica e dello Sport

Il biofeedback è una metodologia attraverso la quale si può apprendere l’autocontrollo volontario di alcuni processi psicofisiologici.

Tale abilità è allenata attraverso un’informazione di tipo acustico o visivo (feedback) ottenuta in tempo reale per mezzo di un segnale restituito dallo strumento.

Si tratta, in sostanza, di un monitoraggio psicofisiologico consistente in una rilevazione del grado di attivazione e funzionamento dell’organismo.

L’assunto di base del biofeedback consiste nel fatto che i soggetti possono utilizzare tale tecnica per migliorare la propria salute e incrementare imparando ad autoregolare le proprie funzioni corporee.

Il processo consiste nella presa di coscienza di particolari condizioni fisiologiche e nella conseguente modificazione delle stesse attraverso strategie comportamentali.

Il biofeedback concorre a determinare delle modificazioni a livello fisiologico che comportano dei cambiamenti anche a livello mentale ed emotivo.

Tale metodologia permette al soggetto di interpretare in modo appropriato le proprie sensazioni corporee, di imparare ad autoregolarle e stabilizzare questa competenza in assenza di feedback.

L’applicazione del biofeedback consente di ottenere buoni risultati per quanto riguarda il controllo di stati o funzioni psicologiche come l’ansia, la concentrazione, il rilassamento, lo stress.

Nello specifico il biofeedback è utilizzato per alleviare dolori di diversa natura; dalle cefalee alle contratture muscolari.

Favorisce il contenimento di ansia, tic, balbuzie, iperidrosi, fobie e attacchi di panico, disturbi gastro-intestinali, bruxismo.

Per quanto concerne la psicologia dello sport l’utilizzo del biofeedback permette agli atleti di controllare il proprio livello di attivazione, di ridurre l’ansia da prestazione e la fatica, d’incrementare la forza muscolare, di regolare il ritmo cardiaco, di migliorare la gestione dello stress.

Tutto questo si traduce in una ottimizzazione della performance che determina la corretta attivazione definita stato di flow o zona di massima prestazione.

In ambito sportivo, la tecnica del biofeedback viene spesso utilizzata in associazione con tecniche di rilassamento e di imagery mentale.

 

Lo Stress: conoscerlo e gestirlo

Definizione

Con il termine stress si intende una sindrome generale di adattamento atta a ristabilire un nuovo equilibrio interno (omeostasi) in seguito a fattori di stress (stressors).

Le alterazioni dell’equilibrio interno possono avvenire a livello endocrino, umorale, organico, biologico. In sostanza si tratta di una reazione aspecifica del nostro sistema ad una situazione che richiede un nostro coinvolgimento psicofisico.

Esso risulta essere uno dei principali fattori responsabili dello sviluppo della maggior parte di malattie e malessere della persona. Recenti ricerche calcolano che dal 75% al 90% delle visite ai medici di base sono dovute a cause ricollegabili allo stress.

Per migliorare la nostra salute e il nostro benessere è fondamentale imparare a gestire efficacemente lo stress.

Alti livelli di stress a carico del nostro organismo per lunghi periodi ostacolano il funzionamento del nostro sistema immunitario e provocano un’intossicazione del nostro corpo.

Tra i principali effetti dovuti allo stress si riscontra l’invecchiamento cellulare genetico, alti livelli di cortisolo (ormone dello stress), stanchezza cronica, emicrania.

Un grave errore che le persone commettono è quello di sottovalutare le conseguenze dello stress pensando che esso sia un problema temporaneo che spontaneamente tenderà a risolversi.

Sebbene quando si prende in considerazione lo stress generalmente lo si valuti in termini negativi, in realtà lo stress può avere una connotazione sia positiva sia negativa.

Stress positivo e negativo

Nello specifico, quando il rapporto tra energie investite e risultati ottenuti è percepito come equilibrato e vantaggioso si parla di Stress positivo (Eustress).

Qualora sperimentiamo una sensazione di sbilanciamento tra l’investimento energetico in una attività e i risultati ottenuti parliamo di Stress negativo (Distress).

In quest’ultimo caso sono secrete delle sostanze chimiche nel nostro sistema circolatorio che, a lungo andare, causano danni anche molto gravi a diversi organi del corpo giungendo a determinare anche modificazioni a livello genetico.

Ciò che determina l’entità della dello stress percepito è una variabile soggettiva legata a diversi fattori e alla capacità di fronteggiare le varie situazioni stressanti (coping).

Suggerimenti

Sviluppare buone competenze di gestione dello stress è fondamentale per il nostro benessere psicofisico. Ecco alcuni suggerimenti che puoi seguire per prevenire e gestire in maniera efficace lo stress:

  • Dedicati a una vita sana in termini di alimentazione, riposo e movimento;
  • Assumi una buona postura del corpo e respira correttamente;
  • Alterna momenti di stress a momenti di relax;
  • Agisci piuttosto che rimuginare;
  • Pratica tecniche di rilassamento o meditazione;
  • Esterna le tue difficoltà con una persona di fiducia o un professionista del benessere psicologico.

Il Rapporto Atleta – Allenatore In Relazione Allo Stress

Gli atleti sono sottoposti a numerose fonti di stress che influenzano le loro prestazioni e il rapporto con la propria disciplina sportiva.

In considerazione di questo aspetto, la relazione con l’allenatore diventa fondamentale in quanto esso può divenire un facilitatore o un limite alle situazioni stressanti che l’atleta è chiamato a fronteggiare.

Una relazione funzionale tra atleta e allenatore si basa sulla trasmissione di competenze tecniche e su una costante attenzione agli aspetti che possono favorire una relazione umana autentica.

Lo sviluppo delle Life Skills in relazione alla pratica sportiva

Per Life Skills si fa riferimento all’insieme di abilità personali e relazionali che servono per affrontare positivamente la vita quotidiana, nello specifico si tratta di competenze che permettono di rapportarsi con fiducia a se stessi, agli altri e alla comunità.

La mancanza di tali competenze socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l’instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli eventi stressanti.

In estrema sintesi per Life Skills si intendono le seguenti capacità:

  • Leggere dentro se stessi (Autocoscienza);
  • Riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri (Gestione delle emozioni);
  • Governare le tensioni (Gestione dello stress);
  • Analizzare e valutare le situazioni (Senso critico);
  • Prendere decisioni (Decision making);
  • Risolvere problemi (Problem solving);
  • Affrontare in modo flessibile le situazioni (Creatività);
  • Esprimersi (Comunicazione efficace);
  • Comprendere gli altri (Empatia);
  • Interagire e relazionarsi con gli altri in modo positivo (Relazioni interpersonali).

Il legame che intercorre tra la pratica sportiva e l’apprendimento di Life Skills è stato oggetto di molti studi, realizzati in contesti differenti, che hanno evidenziato come lo sport costituisca un’esperienza che facilita tale processo.

Alcune ricerche hanno sottolineato che l’attività sportiva sviluppa nello specifico abilità come il pensiero creativo, l’autocoscienza e l’abilità nelle relazioni interpersonali. Affinché questa condizione si possa realizzare ci deve essere il concorso di più fattori come le caratteristiche dell’individuo, della famiglia d’origine e del contesto in cui si pratica sport.

Dalle considerazioni esposte si evidenziano due ordini di fattori. Il primo riguarda il fatto che lo sport deve essere considerato un ambito di investimento prioritario, insieme alla scuola, per la formazione e la crescita personale dei giovani, soprattutto quelli appartenenti alle fasce di popolazione più deboli che potrebbero non godere delle stesse opportunità di apprendimento di Life Skills orientate al raggiungimento del pieno sviluppo personale.

Il secondo ordine di fattori è in relazione al fatto che le ricadute positive in termini di Life Skills, maturate attraverso la pratica sportiva, sono direttamente ricollegabili al contributo della famiglia e della società sportiva che si caratterizzano come agenzie educative imprescindibili per il raggiungimento di tale obiettivo.