Il goal setting, la programmazione degli obiettivi

In ambito sportivo la capacità di programmare i propri obiettivi rappresenta un’abilità indispensabile per il raggiungimento delle proprie mete. Questa competenza viene chiamata in termini tecnici Goal Setting e assolve principalmente due funzioni, vale a dire quella di guidare l’atleta e di motivarlo.
Le persone in grado di raggiungere i propri obiettivi vi riescono anche grazie alla capacità di sceglierli con attenzione, di definirli con precisione e di pianificare il modo per ottenerli. Un obiettivo scelto nel modo corretto, presenta il vantaggio di servire da guida e stimolo per quanto riguarda le scelte da compiere per il raggiungimento della meta. Una volta che ci siamo posti degli obiettivi la nostra mente inizia a lavorare a proposito di questi elaborando un piano per il conseguimento degli stessi. La meta in sostanza ci costringe a pianificare delle mappe per il raggiungimento dell’obiettivo. Se le mappe non sono funzionali vengono sostituite da altre che hanno il pregio di essere più razionali.
Questo lavoro di mappatura mentale costituisce il secondo importante aspetto del goal setting, quello legato alla motivazione. Nel tentativo di raggiungere i miei obiettivi provo percorso alternativi che, se ben programmati, mi daranno la possibilità di raggiungere risultati parziali e monitorare l’andamento delle cose con grande ritorno in termini di motivazione al risultato.
Nel caso specifico ci stiamo occupando di goal setting applicato all’ambito sportivo, ma una volta acquisito il metodo esso può essere applicato ai più svariati ambiti della vita. Si tratta solo di disciplinare questa tecnica, magari con l’utilizzo di un professionista, per poi farla propria e applicarla con risultati sorprendenti ai diversi campi dell’esistenza.

Affinché un programma di goal setting si riveli efficace si devono rispettare le seguenti condizioni:
–   Deve essere specifico, cioè devo sapere esattamente cosa voglio. Più sono dettagliato nel stendere il mio obiettivo e più sarà facile trovare la strada per raggiungerlo.
–   Deve essere misurabile in quanto grazie alla misura posso verificare come sto lavorando e se sto procedendo verso la giusta direzione. Possiamo monitorare l’andamento attraverso misure oggettive come i numeri e il tempo, oppure soggettive che fanno riferimento a scale graduate legate alla percezione personale del soggetto.
–   Deve essere personale, nel senso di corrispondente a un nostro obiettivo e non imposto da qualcun altro, per esempio un genitore o l’allenatore. In questo caso potremmo vivere la cosa come estranea ed essere poco motivati a raggiungerla.
–   Deve rappresentare un risultato realistico,quindi raggiungibile e non fuori dalla nostra portata. Nello stesso tempo però deve essere anche sfidante, cioè deve essere stimolante e non troppo facile.
–   Deve essere pianificato da un punto di vista temporale. Per questo si parla di obiettivi a breve, medio e lungo termine. Gli obiettivi a breve termine sono quelli che rientrano entro un mese di tempo, quelli a medio termine indicativamente dovrebbero essere raggiunti entro 3 – 6 mesi, per lungo termine parliamo in genere di una intera stagione sportiva ma potremmo anche considerare tempi più lunghi come la preparazione di un evento importante (campionati europei, mondiali, olimpiadi).

In conclusione vale la pena di accennare alla differenza tra gli obiettivi di prestazione che riguardano il miglioramento di una particolare abilità o comportamento (es. miglioramento della velocità di base) e gli obiettivi di risultato che si riferiscono al raggiungimento dell’obiettivo finale (es. vincere una gara o conseguire il pass per una gara importante).

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